Fondo Giacomo Feltrinelli

livello di descrizione fondo

codice di classificazione II.

estremi cronologici 1865 - 1911

descrizione fisica bb. 9 (fascc. 101 e s.fascc. 6)

nota dell'archivista Giacomo Feltrinelli (1829 - 1913)

Giacomo Feltrinelli nasce a Gargnano il 18 aprile 1829 da Faustino Feltrinelli (1781-1848) e Maria Caterina Zangherle.
Spinto al lavoro fin da ragazzo, comincia a mettere insieme i primi guadagni prima come carpentiere e poi commercializzando olio d'oliva, legname e carbone vegetale, tutti prodotti che provenivano dalle zone circostanti il lago di Garda.
Nel 1846 - sollecitato dallo sviluppo dell'attività del padre che, agli inizi dell'Ottocento, aveva aperto una piccola azienda, la Legnami Feltrinelli, dedita alla lavorazione e al commercio dei legnami - Giacomo Feltrinelli costituisce una ditta, la Fratelli Feltrinelli, specializzata nel commercio del legname. Con Giacomo entrano a far parte della ditta altri due fratelli, Carlo (1819-1857) e Angelo (1827-1900), mentre un terzo fratello, Pietro (1825-1909), che aveva scelto la via del sacerdozio, si limita a sottoscrivere una delle quote del capitale.
Da quel momento Giacomo, che non si sposerà mai, diventa il principale artefice della fortuna imprenditoriale della famiglia fino alla sua morte, avvenuta nel 1913, quando le redini della famiglia, dell'azienda e di tutti gli interessi industriali e finanziari passeranno al pronipote Carlo Feltrinelli (1881-1935), primogenito di Giovanni Feltrinelli (1855-1896), che nel primo trentennio del Novecento diventerà una figura carismatica non solo della famiglia ma del capitalismo italiano e internazionale.
Nel 1857 Giacomo e il fratello Carlo, insieme alla famiglia di quest'ultimo, decidono di trasferirsi a Milano, abitando inizialmente in via Garibaldi. A Milano Giacomo Feltrinelli apre la prima filiale della ditta, destinata a diventare, nel giro di qualche anno, la sede centrale commerciale e amministrativa della società.
L'unificazione nazionale significò, in un primo tempo, un peggioramento delle condizioni dell'economia milanese, che aveva costruito le sue fortune su un legame organico con le province a sud delle alpi dell'Impero austro-ungarico e soprattutto con il Veneto.
Furono il rilancio delle costruzioni ferroviarie e la vittoriosa guerra contro l'Austria del 1866, con la conseguente annessione del Veneto nel nuovo Regno d'Italia, a promuovere un rilancio del ruolo di Milano.
Giacomo Feltrinelli - tramite la Ditta Fratelli Feltrinelli - si trovò così nelle condizioni di sfruttare al meglio questa nuova situazione. L'attiva partecipazione alle costruzioni ferroviarie - tanto nel ruolo di fornitore di traversine, quanto in quello di partner finanziario di imprese di costruzione ferroviaria in diversi tronchi della rete, compresa l'Italia meridionale, quali, per esempio, l'Impresa Plutino-Verda-Feltrinelli e l'Impresa Calderai-Feltrinelli - consentì a Giacomo Feltrinelli di intessere nuove relazioni d'affari e imprenditoriali con ambienti diversi, ma anche con gli ambienti della burocrazia ministeriale.
Nel 1869 Giacomo iscrive la Ditta Fratelli Feltrinelli industria e commercio di legami nel registro ditte della Camera di commercio di Milano, succedendo a una precedente ditta di Giuseppe Zanotti. Nello stesso anno acquista il palazzo di via Andegari, andandovi ad abitare l'anno successivo e trasferendoci la sede amministrativa della ditta, mentre la sede commerciale resta nella casa di via Garibaldi.
Oltre al settore del legname, motore principale della fortuna economica della famiglia, Giacomo indirizza i suoi interessi imprenditoriali anche in altri rami: edilizio e immobiliare (per esempio con la costituzione nel 1884, insieme al nipote Giovanni e a Luigi Comboni, della Società Comboni Feltrinelli), finanziario, tessile e dei trasporti (con la partecipazione alla costituzione della Società per la navigazione sul lago di Garda).
Per quanto riguarda il settore finanziario, nel 1889 Giacomo, sempre insieme al nipote Giovanni, ormai considerato il suo naturale successore nella conduzione degli interessi della famiglia, partecipa alla costituzione della Banca unione italiana e, qualche mese più tardi, costituisce, insieme ai Colombo, una casa bancaria privata che porta il nome delle due famiglie, la Feltrinelli Colombo & C., apportando i tre quarti del capitale iniziale. La prima grande operazione finanziaria della banca è l'intesa con la Edison (Società italiana di elettricità sistema Edison), costituita da Giuseppe Colombo. Il primo aprile 1894 Giacomo Feltrinelli viene eletto membro del consiglio d'amministrazione della Società, ma ci resta solo per pochi giorni dimettendosi già il 5 aprile 1894.
Attiva anche in operazioni di finanziamento legate al commercio della seta, la nuova banca si conquista in breve tempo una certa credibilità a livello nazionale e internazionale fin quando, nel 1905, si trasforma nella Banca Feltrinelli e poi nel 1919 nella Banca Unione.
Nel 1895, interessato al settore tessile, Giacomo costituisce la Società Cotonificio Feltrinelli e C., con sede a Milano, di cui era unico socio accomandatario e gerente, con un capitale iniziale di lire 1.350.000. In questa occasione, Giacomo fece appello all'intera famiglia per la sottoscrizione, in qualità di soci semplici accomandanti, delle quote necessarie per dare il via all'operazione e scelse Campione del Garda come luogo per la costruzione dello stabilimento di filatura del cotonificio, località raggiungibile solo via lago fino agli anni Trenta. La scelta del luogo fu determinata, oltre che dalla disponibilità di manodopera, dalla presenza del torrente San Michele e delle sue acque, sfruttando le quali si poteva produrre la forza idraulica necessaria per fare funzionare le macchine del cotonificio. Contemporaneamente alla fabbrica sorsero le case per i dipendenti, sul modello di altri villaggi operai costruiti in Italia e in Europa.
La società venne affidata a due managers tra i più preparati e fidati sul piano tecnico e professionale: Giovan Battista Cornati, già procuratore presso il cotonificio Crespi, e Vittorio Olcese, un giovanissimo tecnico che qualche anno più tardi avrebbe dato il nome ad alcune delle iniziative imprenditoriali più dinamiche nel settore tessile.
Nel 1900, Giacomo Feltrinelli cessa di far parte della società in qualità di socio accomandatario e gerente rimanendo semplice socio accomandante; in seguito viene sostituito dal nipote Giuseppe Feltrinelli, figlio del fratello Angelo Feltrinelli (1827 - 1900).
Nel 1896 Giacomo e gli altri fratelli Pietro e Angelo decidono di effettuare alcune ripartizioni nel patrimonio familiare. Così il 3 marzo 1896, davanti al notaio Cesare Locchi di Bedizzole, Giacomo, che riuscì a tener fuori dal calcolo e dalla spartizione la casa bancaria, e i fratelli Pietro e Angelo, procedono alla divisione della sostanza comune e alla spartizione dei beni immobili della famiglia, mentre l'11 giugno 1896, presenti anche gli eredi del fratello Carlo, Faustino, Giovanni e Francesco, viene divisa la sostanza stabile fuori d'Italia.
Purtroppo due giorni dopo, il 13 giugno 1896, il nipote Giovanni scompare prematuramente all'età di quarantuno anni, infrangendo così le speranze e le aspettative che Giacomo aveva nei confronti del nipote. Poco tempo prima infatti, il 14 marzo 1896, Giacomo e il fratello Pietro avevano costituito, su nuove basi sociali, la Società in nome collettivo Fratelli Feltrinelli, sottoscrivendo un capitale di un milione di lire, versato in parti uguali, nella quale Giovanni Feltrinelli avrebbe dovuto avere un ruolo di primo piano. L'11 settembre 1907 sarebbero entrati come soci il figlio e il fratello minore di Giovanni, Carlo e Francesco Feltrinelli (1857 - 1923).
Nel 1904 Giacomo Feltrinelli con due soci esterni, Luigi Medici e Giovanni Battista Marotti, costituisce a Milano la Società italiana per il commercio degli immobili, società anonima per azioni. Il capitale iniziale è stabilito in lire 2.500.000 diviso in 2.500 azioni dal 1.000 lire cadauna. La Società da immediatamente il via ad un'importante operazione consistente nell'acquisto di 24 lotti (115 mila metri quadrati) di area fabbricabile nel quartiere Testaccio a Roma.
Il 26 febbraio 1913 Giacomo Feltrinelli muore a Milano, all'età di ottantaquattro anni. Nello stesso anno, la famiglia, e in particolare il pronipote Carlo Feltrinelli, finanzia la creazione di un istituto tecnico a Milano intitolato a Giacomo Feltrinelli e di cui Carlo sarà il presidente, sia per ricordare l'iniziale impiego di carpentiere del prozio sia per un particolare interesse concreto da parte di Carlo Feltrinelli allo sviluppo dell'istruzione tecnico-industriale.

Le notizie sono tratte da:
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondo Giacomo Feltrinelli (1865-1911);
L. SEGRETO, "Carlo Feltrinelli", in Dizionario biografico degli italiani, vol. XLVI, Feducci-Ferrerio, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1996, pp. 100-109;
C. FELTRINELLI, Senior service, Milano, Feltrinelli, 2001;
A. GRANDI, Giangiacomo Feltrinelli. La dinastia, il rivoluzionario, Milano, Baldini&Castoldi, 2000.

descrizione del contenuto
Il fondo conserva principalmente documentazione relativa all'attività imprenditoriale e professionale di Giacomo Feltrinelli svolte nel corso della sua vita, con particolare riguardo per il periodo 1865 - 1911 e ,in minima, parte carte di carattere personale e familiare.
Il fondo è strutturato nelle seguenti tre serie, una delle quali articolata in sottoserie:

II.1. Attività imprenditoriale (1865-1911);
II.1.1. Impresa Plutino Verda Feltrinelli (1865-1889);
II.1.2. Impresa Calderai Feltrinelli (1889-1899);
II.1.3. Società Feltrinelli Colombo & C. (1889-1911);
II.1.4. Cotonificio Feltrinelli & C. (1894-1896);
II.1.5. Società diverse (1879-1905);
II.2. Cause (1865-1891);
II.3. Corrispondenza (1885-1911).

All'interno di questa struttura le unità archivistiche sono costituite da fascicoli, eventualmente organizzati in sottofascicoli.
La numerazione delle buste è unica e progressiva per tutto il fondo così come anche la numerazione dei fascicoli conservati.

I criteri di ordinamento delle unità archivistiche seguono, quando è stato possibile, quello originale attribuito dallo stesso soggetto produttore. In particolare i criteri originali sono, a secondo delle serie e sottoserie, cronologico o alfabetico. Dove non è stato possibile applicare l'ordinamento originale, si è adottato di norma un criterio cronologico o cronologico "ragionato", ovverosia tenendo conto delle originali aderenze tra un fascicolo e l'altro, che a volte creano dei salti temporali. I gruppi di fascicoli evidentemente contigui, riguardanti lo stesso argomento, trovati nella maggior parte dei casi l'uno vicino all'altro, sono stati posti al termine della serie, così da non interrompere la successione cronologica principale degli altri fascicoli.

Nella segnatura definitiva assegnata, al numero della busta segue il numero del fascicolo e dell'eventuale sottofascicolo. La segnatura è preceduta dal numero del fondo, della serie e della eventuale sottoserie di appartenenza dell'unità archivistica descritta.

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